Per la configurazione del mobbing datoriale l’elemento soggettivo dell’intento persecutorio unificante i comportamenti lesivi non necessita di una dimostrazione ab intrinseco, ma può desumersi anche ab extrinseco dall’uso abnorme del potere direttivo e di conformazione della prestazione, nella concatenazione temporale degli interventi e nelle loro modalità concrete, quando possa evincersi che esso è indirizzato a fine diverso da quello tutelato dalla norma, assumendo quindi carattere di illiceità. Cass. Civ. n. 74 del 4.1.2017.